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DALLA CUCINA AL LIVING: EVOLUZIONE SOCIALE DI UN AMBIENTE

DALLA CUCINA AL LIVING: EVOLUZIONE SOCIALE DI UN AMBIENTE

Se dovessero chiedervi: quale ambiente della casa ne rappresenta il cuore per voi, cosa rispondereste?

Per voi non so ma, legata al ricordo felice di infanzia, per me è certamente la cucina, o meglio il tinello dove fin dai primi compiti a casa, il tavolo al centro e la luce che vi pendeva sopra, mi ha vista crescere.

In realtà la mia famiglia era di quelle al passo coi tempi, così sulla spinta creativa di mio fratello e sotto le abili mani di mio padre, quegli ambienti che prima si ripartivano tra ingresso cucina e soggiorno, divennero ben presto, negli anni 80, un ambiente unico o open space o come dicono i più esperti del settore oggi, il living.

Probabilmente per questo amo le case con queste caratteristiche; tuttavia mi rendo conto quotidianamente che spesso le persone inorridiscono al pensiero di cucinare nello stesso ambiente dove si trova il soggiorno BUONO o il tavolo BELLO, ritenendo ancora lo spazio cucina come un ambiente di servizio da tenere defilato.

In realtà questo pensiero era ben definito nelle scelte distributive delle case signorili negli 40 e 50, dove spesso accanto alla cucina ben tagliata c’era anche la stanzetta della donna di servizio venuta dalla provincia a lavorare nelle grandi città e che viveva nella famiglia stessa.

 

Anche nel cinema italiano di quegli anni viene illustrata spesso una concezione della casa di questo tipo; lunghissimi corridoi, percorsi ben distinti per la servitù e metri quadri e metri quadri imprigionati in ambienti distributivi per sempre!

 

 

Le case di nuova costruzione raramente hanno queste caratteristiche! Ben sanno i progettisti quanto costi lo spazio; vuoi per una maggiore onerosità, vuoi per una più razionale concezione architettonica come spazio di vita, le case negli anni sono diventate ben diverse: spesso il soggiorno ha ingresso e cucina a vista e si risolve l’accesso al bagno e alle stanze con micro disimpegni su cui vertono fino a 4 porte e, per non lasciare nulla inutilizzato, soppalchi ripostiglio e armadi a muro in ogni anfratto dietro ogni porta che ne consenta uno.

Riattualizzare un appartamento “vecchio taglio” vi confesso che è un vero piacere per me:

Tagliare ove possibile queste tetre piste di atterraggio (per l’appunto i corridoi) e offrirle agli ambienti della casa mi dà immensa soddisfazione; intendiamoci, non sono una feticista dell’openspace, tuttavia l’innegabile flessibilità di determinate soluzioni che fondono soggiorno e cucina, sono certamente scelte spesso nelle esperienze di ristrutturazione che mi si propongono.

Quelle meravigliose immense cucine col tavolo al centro attorno al quale una intera famiglia si poteva riunire per il pranzo e per la cena, sono state sostituite dagli attuali living con angolo cottura che sono oggi l’ambiente in cui si cucina, si mangia, si legge sul divano, si guarda la partita in tv, con gli amici oltre che in famiglia.

La compressione del tempo e delle azioni a portato anche alla compressione degli spazi; le parole d’ordine sono quindi flessibilità e multifunzionalità, sia nella distribuzione planimetrica della casa, che nella concezione degli arredi che vi andremo a sistemare.

Quindi se amate le case “di una volta” dalle ampie e signorili camere, ma vi ricordano un po’ troppo la casa di una vecchia zia, sappiate che renderle case attuali, moderne e funzionali sarà certamente possibile.

Se amate invece ambienti raccolti e senza alcun spreco in termini di spazi, una casa di recente costruzione sarà più affine ai vostri gusti.

In entrambi i casi, cercate il cuore di quella casa, se non c’è createlo; rendetelo il nido dei vostri pomeriggi piovosi, il palcoscenico dei vostri momenti più cari; un giorno toccando quel tavolo o accoccolati sulla vostra poltrona preferita, risentirete gli odori e la luce che lì vi anno avvolto e vi sentirete davvero A CASA.

 FOTO: Edi Solari


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